Calgary Tribune - Don Giovanni alza il sipario del Festival teatrale di Borgio Verezzi

Don Giovanni alza il sipario del Festival teatrale di Borgio Verezzi
Don Giovanni alza il sipario del Festival teatrale di Borgio Verezzi

Don Giovanni alza il sipario del Festival teatrale di Borgio Verezzi

Regia di Carlo Sciaccaluga sulla traduzione di Edoardo Sanguineti

Dimensione del testo:

Uno splendido 'Don Giovanni' di Molière ha inaugurato la 60/ma edizione del Festival teatrale di Borgio Verezzi. Lo spettacolo, un coproduzione fra il Teatro Nazionale di Genova e 'Gli incauti' si è basata sull'efficace e sempre attuale traduzione di Edoardo Sanguineti avvalendosi della regia di Carlo Sciaccaluga. Un testo immortale come immortale è il personaggio creato nel Seicento da Tirso de Molina ('El burlador de Sevilla'), una delle figure più straordinarie della cultura europea. La sua grandezza sta nell'impossibilità di definirlo: non è semplicemente un erotomane, ma è un uomo che sfida Dio e per questo sarà il cielo a punirlo. Carlo Sciaccaluga ha costruito una lettura del testo di Molière impeccabile. Un'unica scena creata dall'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova: una struttura centrale obliqua fra piccoli rilievi rocciosi a rappresentare la cima di un vulcano che emette fumi e nasconde un inferno di fiamme. Uno spazio indeterminato per le avventure senza tempo di Don Giovanni e Sganarello. Sciaccaluga gioca abilmente con il testo inserendo elementi di contemporaneità, come il cellulare della contadina Carlotta, caratterizzando con intelligenza non solo i due personaggi centrali, ma anche le numerose figure minori. Fa di Don Giovanni un ribelle simpatico, travolgente che coinvolge nelle sue avventure e nelle sue elucubrazioni filosofiche anche la platea in un rapporto diretto, quasi fisico. Una rappresentazione fresca, scorrevole: Sciaccaluga e l'assistente alla regia Leonardo Nicolini hanno potuto contare su un cast di prim'ordine. Bravissimi i due protagonisti, Simone Toni, eccellente Don Giovanni e Enzo Paci, simpaticissimo Sganarello, il servitore semplice e umile cui Molière affida il non facile compito di essere l'interlocutore critico del padrone. Ma accanto a loro tre straordinarie attrici, Federica Castellini, Giorgia Coco e Francesca Osso, si sono divise gli altri personaggi, passando abilmente e rapidamente da una maschera all'altra in un'alternanza continua fra tono basso, la mirabile scena dei contadini, e tono alto, tragedia e commedia. Spettacolo complesso e godibile, accolto con calorosi applausi dal folto pubblico. Si replica stasera.

B.Carter--CT