Calgary Tribune - Il Bambino Gesù instrada i piccoli pazienti a praticare sport dopo ospedale

Il Bambino Gesù instrada i piccoli pazienti a praticare sport dopo ospedale
Il Bambino Gesù instrada i piccoli pazienti a praticare sport dopo ospedale

Il Bambino Gesù instrada i piccoli pazienti a praticare sport dopo ospedale

Affiancati dal Cip, sperimentano diverse discipline per trovare quella su loro misura

Dimensione del testo:

Provare sport diversi, individuare quello più adatto alle proprie capacità e passioni e continuare a praticarlo anche fuori dall'ospedale. È l'obiettivo di "Lo sport in Opbg, insieme per tutti", la giornata dedicata allo sport adattato organizzata il 2 ottobre nella sede di Palidoro dall'Unità Operativa Complessa Day Hospital Neuroriabilitazione e Attività Sportiva Adattata, diretta da Gessica Della Bella, dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Bambini e ragazzi hanno sperimentato diverse discipline con il supporto di un'équipe multidisciplinare e dei tecnici del Comitato Italiano Paralimpico (Cip), insieme agli atleti paralimpici Domiziana Mecenate (nuotatrice paralimpica e oro agli Europei 2026) e Valerio Di Cocco (vicecampione italiano di parakarate) e a Daniele Garozzo, campione olimpico di scherma oggi medico in formazione al Bambino Gesù. Calcio a 5, baskin, tennistavolo, tiro con l'arco e calcio balilla: sono le discipline che bambini e ragazzi hanno potuto sperimentare, affiancati dagli operatori del Bambino Gesù e dai tecnici del Cip. A rendere possibile l'attività sono anche gli spazi dedicati allo sport adattato realizzati nella sede di Palidoro, tra cui un campo di basket adattato e una pista per la prova degli ausili sportivi, come bici adattate e frame runner. Il progetto punta ad ampliare l'offerta fino a circa 15 discipline sportive adattate e ad aumentare da 60 a 250 il numero di bambini e ragazzi coinvolti ogni anno. L'obiettivo è inoltre portare dal 30% al 50% la quota di partecipanti che, dopo l'ospedale, continuano a praticare sport sul territorio. Ad accompagnare i ragazzi nella sperimentazione delle diverse discipline, un'équipe multidisciplinare con fisiatra, tecnico dell'Attività Fisica Adattata, terapista occupazionale, fisioterapista e tecnico sportivo. "Lo sport non deve fermarsi alle porte dell'ospedale - ha detto Della Bella -. Vogliamo dare a ogni bambino la possibilità di sperimentare discipline diverse e scoprire quella che più gli piace e che lo valorizza meglio. L'obiettivo è accompagnarlo a una pratica sportiva vicino a casa, perché lo sport diventi parte della sua vita quotidiana e uno strumento di autonomia, relazione e inclusione".

H.Campbell--CT