Calgary Tribune - Il microbioma intestinale può svelare chi è a rischio di diabete di tipo 2

Il microbioma intestinale può svelare chi è a rischio di diabete di tipo 2

Il microbioma intestinale può svelare chi è a rischio di diabete di tipo 2

Studio presentato all'Easd, una firma di 789 batteri può anticipare la diagnosi

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La composizione del microbioma, il complesso di batteri che popola l'intestino, potrebbe segnalare molto prima dei test del sangue che nell'organismo si sono innescati i meccanismi che potrebbero portare al diabete di tipo 2. È quanto emerge da uno studio coordinato dall'Università di Trento che sarà presentato al congresso della European Association for the Study of Diabetes (Easd) in corso da oggi a Milano. Da tempo, la ricerca ha evidenziato un legame tra microbioma intestinale e diabete di tipo 2, ma non è chiaro quali siano i batteri chiave. Nel nuovo studio i ricercatori hanno analizzato i dati relativi al patrimonio genetico dei batteri presenti nell'intestino di oltre 200 mila persone. Il team ha identificato 789 specie batteriche che erano presenti in quantità anomale - in eccesso o in difetto - in persone con diabete o pre-diabete. Non solo: in test successivi i ricercatori hanno scoperto che queste anomalie erano visibili anche in persone che non avevano il diabete, ma che risultavano a rischio di svilupparlo. La scoperta, secondo i ricercatori, apre la strada a due possibili impieghi. Da una parte la valutazione del microbioma potrebbe affiancare gli esami già disponibili per identificare le persone che hanno maggiori probabilità di ammalarsi. Dall'altra, la ricerca potrebbe aiutare nelle strategie di prevenzione. "Sappiamo che i cambiamenti nello stile di vita, come la dieta e l'attività fisica possono prevenire o ritardare l'insorgenza del diabete di tipo 2", spiega il primo firmatario della ricerca Gabriel Baldanzi. "Tuttavia, le persone spesso faticano a percepire l'efficacia di questi cambiamenti, al di là di un'eventuale perdita di peso", aggiunge Baldanzi. "Se riuscissimo a rilevare precocemente le variazioni nel microbioma intestinale e a mostrare loro che sono sulla strada giusta, ciò potrebbe rappresentare una forte motivazione a proseguire". Lo studio ha inoltre ampliato la nostra conoscenza sulle popolazioni batteriche che popolano il nostro intestino: "Molte specie batteriche che rientrano nella "firma" del diabete sono attualmente del tutto sconosciute e sono state identificate da noi per la prima volta direttamente a partire dai dati metagenomici. In altre parole, sono nuove per la scienza", conclude il coordinatore dello studio Nicola Segata.

D.Taylor--CT