Calgary Tribune - Uil, in Lombardia un morto sul lavoro ogni 2,4 giorni da gennaio

Uil, in Lombardia un morto sul lavoro ogni 2,4 giorni da gennaio

Uil, in Lombardia un morto sul lavoro ogni 2,4 giorni da gennaio

Oltre 60mila denunce complessive di infortunio nei primi 6 mesi

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Situazione "drammatica" per gl incidenti mortali sul lavoro in Lombardia. E' quanto denuncia la Uil regionale che ha elaborato i dati forniti dall'Inail, da cui emerge che le 75 denunce mortali registrate nei primi 6 mesi segnano una "equivalenza drammatica di un lavoratore deceduto ogni 2,4 giorni". Una variazione "modesta" rispetto al 2025 che, secondo il sindacato, "non rappresenta affatto un segnale di miglioramento strutturale". "Il fenomeno colpisce in modo marcato anche le fasce più fragili" spiega la Uil, che indica come "gli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall'Unione Europea crescono del 10,6%, mentre le denunce nel perimetro studentesco raggiungono circa 12.600 casi, collocando la Lombardia al vertice nazionale col 24% degli eventi complessivi". Ma la regione si distingue per le "oltre 20mila denunce" di infortunio nei primi 6 mesi, in crescita del 6,9%, sopra la media nazionale. In "forte crescita" anche le malattie professionali (+11,8% a 2.900 casi), con aumenti che riguardano "indiscriminatamente tutte le province lombarde". "I dati del primo semestre - evidenzia il segretario confederale della Uil della Lombardia Vittorio Sarti - confermano che in Lombardia la sicurezza non può essere governata per emergenze". "Gli infortuni aumentano in tutte le province - argomenta - le malattie professionali crescono a doppia cifra e 75 denunce mortali in 6 mesi restano una ferita inaccettabile". Secondo il segretario generale Antonio Albrizio "i dati sugli infortuni e sulle malattie professionali confermano che la sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere affrontata a 360 gradi". "Non dobbiamo infatti dimenticare - conclude - che in Lombardia assistiamo a una recrudescenza inaccettabile di infortuni e a un crescendo di aggressioni, fisiche e verbali, ai danni di lavoratori impegnati nel frontline".

D.Perez--CT